Intervista con Renato Barilli

photo: Giliola CHISTE'

Cosa pensa delle scuole di scrittura creativa?

Non ne penso molto bene, credo piuttosto in un’autoscuola, ovvero un aspirante autore si deve fare da sé leggendo il più possibile gli autori a lui anteriori e soprattutto i coetanei. Molto utile anche la discussione critica, a questo scopo ho sempre lodato la pratica istituita dal Gruppo 47 in Germania, poi ripresa dal nostro Gruppo 63, quindi ancora da me e altri rilanciata attraverso la formula del RicercaRE, Laboratorio di nuove scritture, per dieci anni a Reggio Emilia, 1993-2003, poi a Bologna, in realtà S. Lazzaro di Savena, con un conseguente ritocco, RicercaBO. Gli autori, per lo più giovani, vengono invitati a leggere un brano inedito, che viene discusso sul campo da critici e altri autori, con proficua collaborazione alla scrittura, che certo non deve essere considerata un fatto misterioso da consumarsi nelle segrete stanze, ma neppure essere sottoposto a ricette e formule prestabilite.

Chi le piace tra gli scrittori giovani?

Proprio da RicercaRe e poi da RicercaBO sono uscite frotte di scrittori di grande interesse, poeti e narratori, che ho raccolto sotto l’etichetta di terza ondata (la neoavanguardia del Gruppo 63 sarebbe stata la seconda ondata, mentre i padri delle avanguardie storiche avrebbero costituito la prima ondata). Dalle letture di Reggio Emilia abbiamo ricavato un’antologia di ben 36 narratori, col titolo di Narrative Invaders, quasi nessuno tra loro è decaduto e sparito dalla scena, vi si trovano alcuni dei nomi più affermati, quali i Premi Strega Ammaniti e Scarpa, e tanti altri, Aldo Nove, Giulio Mozzi, Vitaliano Trevisan, Mauro Covacich, molte straordinarie scrittrici come Silvia Balestra, Rossana Campo, Isabella Santacroce, Simona Vinci.

photo: Giliola CHISTE'

La web art è un’evoluzione dell’arte elettronica?

Non è ben chiaro che cosa si debba intendere per web art e prima ancora per arte elettronica, se si deve intendere che la nostra età è dominata dalle tecnologie che sfruttano l’elettromagnetismo e l’elettronica,  questo è per me un cardine di tutte le mie convinzioni e conseguenti azioni. Basti pensare alla videoarte, che oggi è forse il punto di confluenza di tutte le pratiche artistiche, e del resto anche la foto ormai ha preso congedo dai composti chimici e si fonda pure essa sui pixel. Per non parlare dell’enorme banca dati ormai affidata a internet, da cui tutti attingiamo. Attraverso i laboratori di nuove scritture cui accennavo sopra, risulta pure che anche le espressioni letterarie oggi si devono adattare alla cruna dell’ago elettronica, facendosi brevi e leggere.

Il mercato dell’arte va demonizzato o aiuta la creatività?

Il mercato dell’arte è la principale forma di sostegno della ricerca artistica, vorrei tanto che l’intervento pubblico sostituisse le gallerie private, ma al momento siamo ancora lontani da buoni sviluppi in questo senso, anche se si aprono spazi per la committenza pubblica di graffiti o murales o wall paintings, e del resto la stessa videoarte si potrebbe prestare a proiezioni in edifici pubblici.

Cosa pensa di Damien Hirst, Jeff Koons e Takashi Murakami?

Penso molo bene di tutti questi artisti, che dominano la situazione attuale, anche se ciascuno di loro per aspetti diversi e ben specifici. Mi permetto di rimandare a una mia pubblicazione abbastanza diffusa su ciascuno di loro, Prima e dopo il duemila, Feltrinelli.

In Italia si parla molto di Cattelan, ma non ci sono artisti italiani del suo livello che meriterebbero riconoscimenti internazionali?  

Sono contro il culto della personalità, o la redazione di una lista ufficiale di primi della classe, accanto agli artisti sopra nominati, che senza dubbio sono di alto profilo, ne esistono tanti altri ugualmente meritevoli, anche per questo verso rimando al mio opuscolo che esamina gli anni a cavallo tra vecchio e nuovo secolo.

A cosa sta lavorando in questo momento?

Ho appena sfornato due libri assai impegnativi,  La narrativa europea in età moderna. Da Defoe a Tolstoj, Bompiani, entrambi con esito catastrofico a livello di recensioni. Ora sono tuffato in una nuova impresa maxi, Arte e cultura materiale in Occidente. Dall’arcaismo greco alle avanguardie storiche, con Bollati Boringhieri.

photo: Giliola CHISTE'

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