Camilla Morgan Davis x 1.000 caratteri Brown Bunny Magazine

                       CALAMAIO DI CITTA’
                          by Camilla Morgan Davis

 

 

Un tocco di rossetto rosso sulle labbra, un sorriso allo specchio. Cerco di ricordarmi dove ho messo le chiavi mentre indosso il cappello a cilindro. Eccole, sono sopra la pila di libri da leggere che svetta osservandomi minacciosa. Chiudo finalmente la porta ed esco di casa. Le giornate si sono accorciate e il cielo fa presto a diventare una soffice coperta scura che tutto copre e sovrasta, devo fare in fretta. Prendo la bicicletta e mi avvio verso il mare. Ho bisogno di respirare aria fredda. Come per magia la città mi appare diversa da come l’ho vista solo ieri, ma ieri ero distratta, molto e troppo. Mi confondo. Pedalo. Respiro. Manca poco e sto per arrivare. Le luci delle case sul lato sinistro della strada si accendono e si spengono come stelle addomesticate. Sulle grondaie si stanno arrampicando delle bambole di gesso scappate da qualche bambina capricciosa. Inizia a soffiare il vento, solleva dispettoso i resti di cose dimenticate ai bordi della pista ciclabile, ma trascina anche grumi di sabbia che indicano che sono quasi arrivata. Sorpasso un graffito che raffigura una Madonna Nera, un elefante rosa e un pinocchio che suona il violino. Un ragazzo con l’ipod nelle orecchie simula passi di un valzer imperfetto. Sorrido. Finalmente ecco il mare. Davanti a me che ruggisce impetuoso. Penso quando da piccola mi ero convinta che sul fondale vivessero creature come sirene e tritoni. Mi piacerebbe crederci anche adesso.Lego la bicicletta ad un palo della luce. Mi sistemo il cilindro e cammino sulla sabbia. Apro la borsa ed estraggo il mio quaderno. Ritrovo parole, livide e insicure ,che mi portano nuovamente altrove. Laddove le creature mutano in lupi. Laddove posso sorseggiare inchiostro puro aromatizzato alla vaniglia, blu come il mare che sto osservano ora.

Camilla Morgan Davis (Sanremo, 1982) allo scoccare della mezzanotte inizia a scrivere seduta alla scrivania, chiusa in un appartamento ricavato da vecchio monastero abbandonato. Di giorno si occupa di scienze sociali e letteratura on line, utilizzando il suo vero nome. Il canto della notte è il suo debutto nella letteratura fantasy.
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