1.000 caratteri: Giorgio Fontana

                                                                MICROGUIDA ALLA MIA VIA PADOVA 
                                        
by Giorgio Fontana        

L’imbocco della via da piazzale Loreto. Il bar dei cinesi subito sulla destra (servono il cappuccino con un cioccolatino Illy sopra). La cappelleria dove ho preso un simil Borsalino da 35 euro. Il ristorante cinese Ju-Bin 2, fornitore ufficiale di cibo d’asporto a basso costo. Un phone center di filippini dove prima c’era un alimentari che chiamavamo l’Argentino, anche se probabilmente era pakistano. Il passaggio subito dopo il PAM dove stanno sempre piccioni e venditori ambulanti. Il Self Service Loreto dove al sabato andavo a fare sempre colazione, prima che aumentassero i prezzi al tavolo. Il Bar Mary frequentato solo da centrafricani. Avanti. Il mio tabaccaio siciliano. La Conca d’Oro, il bar di cinesi di riferimento sotto casa. Due alimentari – il Serranda, il nostro rivenditore di Heineken di fiducia (chiamato così perché la notte abbassava la serranda quasi in fondo tenendo comunque aperto) – e l’Alcolaio (un postaccio, pieno di ubriaconi fin dal mattino). Il kebab Karbush, con i tavolini fuori e il narghilè. E poi un’infilata di altri negozi e luoghi e bar e il parco ex Trotter e la pasticceria napoletana e il cinema porno e le strade dello spaccio, fino ad arrivare al ponte, e lì la mia via Padova finisce, con una birra da Enrico, patron della Bocciofila Caccialanza – fatevene una alla mia salute, va’.

Giorgio Fontana (Saronno, 1981) cresce a Caronno Pertusella, paese industriale in provincia di Varese, e studia Filosofia all’Università Statale di Milano. Fra il 2003 e il 2004 vive a Montpellier con una borsa di studio Erasmus. Dopo la laurea e qualche impiego saltuario, si trasferisce per sei mesi a Dublino, dove lavora come commesso in un negozio di spedizioni postali, e per due mesi a Montréal. Di ritorno in Italia, nel 2007 pubblica il romanzo d’esordio Buoni propositi per l’anno nuovo (Mondadori), cui segue Novalis (Marsilio, 2008). Con il reportage narrativo sugli immigrati a Milano Babele 56. Otto fermate nella città che cambia (Terre di Mezzo 2008), è finalista al Premio Tondelli 2009. Editorialista per la pagina di cultura online del “Sole 24 Ore” e di “Wired”, collabora con diverse testate fra cui “il manifesto, “Lo Straniero”, “Il primo amore” e “VS”. Dal 2005 al 2010 è stato condirettore del pamphlet letterario Eleanore Rigby.  Attualmente vive e lavora a Milano.
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