1.000 caratteri: Fabio Lubrano

                                                                        QUESTIONI DI PRINCIPIO          
                                         by Fabio Lubrano 

Ricordo che quando avevo dieci anni lasciai la squadra dell’oratorio in aperta polemica con il direttore sportivo (Don Bruno) per la scelta del cambio di allenatore. Avevamo appena vinto una coppa dopo un’appassionante finale terminata con la cinica lotteria dei rigori. L’esonero mi sembrava ingiusto e non motivato dal prestigioso risultato ottenuto. A chi mi chiedeva: “sì, ma perché te ne vai?” rispondevo serissimo: “è una questione di principio”.

A undici anni, in prima media, mi rifiutai di buttare la cicca durante la lezione di italiano. “Non do nessun fastidio,” dissi all’insegnate, “non biascico, non faccio le bolle, non tengo la bocca aperta.”
“Sì, ma i tuoi compagni la buttano lo stesso, perché non lo devi fare anche tu.”
“E’ una questione di principio,” risposi.

A dodici anni fui richiamato nella squadra dell’oratorio. Decisi di fare il provino: andò bene. Al termine, negli spogliatoi, il nuovo direttore sportivo (Don Agostino) mi disse che se giocavo in squadra dovevo anche andare a messa. Feci la doccia, mi vestii e abbandonai nuovamente la squadra. L’allenatorie mi seguì fuori dall’oratorio.
“Fai come tutti,” mi disse, “dici di sì e poi a messa non ci vai, non se ne accorge nessuno.” “No,” risposi, “è una questione di principio.” 

A tredici anni, in seconda media, una mattina non mi alzai in piedi all’ingresso in classe del maestro di musica. Alla richiesta di spiegazioni risposi: “alzarsi in piedi ha il significato di manifestare rispetto?”
“Fa niente Lubrano, resta pure seduto,” rispose il maestro.
“Comunque è una questione di principio,” aggiunsi.

A trentasette anni lavoro in una società informatica che sviluppa software per banche. Quando ne parlo spesso dico: “un po’ mi da fastidio contribuire con il mio lavoro ad arricchire quella banda di delinquenti.”
“E perché non cerchi un altro lavoro?” mi chiedono.
“E’ una questione di… eh…” rispondo.  

Da ragazzino ero una persona bellissima.
Poi purtroppo sono cresciuto.   

Fabio Lubrano è nato a Ravenna nel 1973. Vive a Milano dove lavora come analista informatico. Nel 1995 ha pubblicato L’amore è una brutta cosa con un bel nome nei Millelire di Stampa Alternativa. Suoi racconti sono apparsi nelle riviste ‘Tina, Fernandel e Linus e nelle antologie Kaori non sei unica (Tempi Stretti), Miguel son sempre mi (Tempi Stretti) e Scontrini (Baldini Castoldi Dalai Editori). Nel 2008 ha pubblicato il romanzo Malinverno con l’editore Zandegù. E’ il batterista del gruppo rock Malomodo.
 
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