1.000 caratteri: Gianluca Minotti

CIRCOLARE A PIEDI
by Gianluca Minotti

Io non guido e per spostarmi utilizzo le gambe. Le gambe e i mezzi pubblici. Nella mia città gli autobus si chiamano circolari e se a un’edicola o a un tabacchi chiedi un biglietto dell’autobus, ti danno un biglietto per una tratta extraurbana. Io sono l’unico uomo che nella mia città utilizza le circolari. Ho iniziato a farne uso dai sei anni, quando erano molto in voga, e fino al raggiungimento dell’età per la patente nessuno si è mai lamentato. Però ora che ho quarant’anni, l’assessore sostiene che dall’uso sono passato all’abuso. Il comune non può più far fronte al costo del servizio soltanto per me e presto lo sopprimerà. Sono intervenuti anche i servizi sociali. Seguo un programma di recupero per circolaristi anonimi nel quale figuro soltanto io, che pure il mio nome lo so. La terapia è farmi stare un’ora a una fermata mentre più donne fanno l’autostop. Puntualmente passa qualcuno che offre loro un passaggio e io resto solo. Il fatto è che andando in circolare non si rimorchia. 

Gianluca Minotti vive a Frosinone ma è nato a Perugia nell’Ospedale Monteluce (ora dismesso) lo stesso giorno, il 24 luglio 1969, in cui ebbe termine la missione spaziale sulla luna dell’Apollo 11: come dire, non aveva fatto in tempo a venire al mondo che già si era perso qualcosa. Per anni ha collaborato con agenzie letterarie e case editrici, occupandosi di corsi di formazione per redattori, lettura e valutazione inediti, editing e gestione editoriale. Ha pubblicato la monografia su Valerio Zurlini, Il Castoro, e il saggio, Come si legge un inedito. La scheda di valutazione, edizioni Il SegnaLibro. Nel 2009 è tra gli autori invitati a RicercaBo, laboratorio di nuove scritture. Insieme a Mary Zarbo, gestisce “Literaid”, un service letterario con relativo blog: http://literaid.wordpress.com/

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3 risposte a 1.000 caratteri: Gianluca Minotti

  1. Molto garbato, scusa ma è ciò che mi ha fatto pensare, leggerti. Al garbo.
    Grazie.
    c.

  2. Gianluca Minotti ha detto:

    Clelia, grazie a te, ma perché ti scusi dicendomi che ti ha fatto pensare al garbo?
    Gianluca M

  3. Mi scuso perchè a volte, probabilmente, si preferirebbe un commento teso alla capacità letteraria di chi ha scritto, piuttosto che alla sensazione che suscita la lettura. Ecco, mi sono scusata a priori e… nel caso.
    A presto!

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